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L’intervento riabilitativo nel bambino con ADHD

Ogni intervento per un bambino con diagnosi di ADHD deve essere “cucito su misura”, sia per il bambino, sia per la famiglia, sia per la scuola.

Occorre pianificare il trattamento sulla base delle caratteristiche peculiari del bambino, della sua storia personale e familiare, delle sue difficoltà specifiche e delle sue risorse cognitive.

 

Il trattamento per l’ADHD messo in atto presso il CENTRO APPE di Saronno è per questi motivi definibile come multimodale, cioè un intervento che coinvolge tutti i contesti di vita del bambino (sia i genitori, sia gli insegnanti) sia il bambino stesso. È fondamentale un lavoro di rete attraverso una costante collaborazione tra scuola, casa e il professionista. Gli interventi che vengono applicati sono pertanto:

 

  1. PARENT TRAINING: si tratta di un intervento psico-educativo rivolto ai genitori con l’obiettivo di sostenerli nel difficile percorso educativo di un bambino con ADHD. L’intervento si svolge con incontri periodici semi-strutturati (circa 10), al fine di fornire ai genitori informazioni sull’ADHD e nell’applicazione di strategie comportamentali (es: rinforzo, token economy, contratto comportamentale). Lo scopo è quello di comprendere meglio il perché dei comportamenti del proprio figlio e nell’implementare atteggiamenti costruttivi in risposta a situazioni stressanti; strutturare un ambiente che favorisca l’autoregolazione e la riflessività; insegnare alcune tecniche educative ed ampliare il bagaglio di strategie. Attraverso il percorso di training il genitore diventa parte attiva nel processo educativo e terapeutico, grazie all’acquisizione di abilità e nuovi stili educativi e relazionali necessari per contrastare situazioni familiari problematiche e ad uno stile genitoriale orientato al problem solving. Diventare genitori più riflessivi, coerenti e organizzati può rendere i propri figli più autonomi nel trovare alternative di pensiero e di comportamento.
  2. TEACHER TRAINING: intervento psico-educativo rivolto agli insegnanti ed eventuali figure educative. Si prevedono incontri regolari durante tutto l’anno scolastico con lo scopo, in primo luogo, di chiarire le caratteristiche del disturbo e comprendere i processi cognitivi che sottendono i comportamenti del bambino; in secondo luogo, di spiegare e aiutare a mettere in atto alcune strategie comportamentali che favoriscano gli apprendimenti e le relazioni con i pari. Vengono forniti suggerimenti su come creare un ambiente che possa essere facilitante sia per il bambino, sia per l’instaurarsi di una buona relazione insegnante/alunno (strutturare l’ambiente e le attività in modo differente, modificare alcuni atteggiamenti didattici tradizionali, rispettare le caratteristiche di apprendimento individuali, prestare attenzione alla dimensione psicologica).
  3. CHILD TRAINING: l’approccio utilizzato con il bambino in terapia è di tipo cognitivo-comportamentale e mira, in primo luogo, a sviluppare una maggiore consapevolezza nel bambino rispetto alle proprie difficoltà e ad acquisire una maggiore autoregolazione con l’obiettivo di ridurre la disattenzione e/o l’impulsività. Spesso è necessario pianificare anche un intervento metacognitivo focalizzato sulle abilità di comprensione del testo e problem solving.  Si sottolinea inoltre l’importanza di un lavoro centrato sulle difficoltà relazionali ed emotive dei bambini con ADHD, aspetto integrante ed attivo nell’intervento.

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