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La Logopedia nei Disturbi Specifici dell’Apprendimento

La nuova normativa regionale nell’ambito dei disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) richiede il lavoro di un’equipe multidisciplinare accreditata per la valutazione degli apprendimenti composta da psicologi, neuropsichiatri infantili e logopedisti; Questa legge ha sicuramente  sottolineato l’importanza affidata al linguaggio nello sviluppo successivo delle abilità scolastiche e dell’importanza di un corretto approfondimento riguardo alla corretta acquisizione di queste abilità, al fine di pianificare al meglio un successivo intervento riabilitativo.

La fonologia, il lessico, la morfosintassi, la comprensione grammaticale sono tutte componenti basilari delle capacità implicate nella lettura, nella scrittura, nella comprensione del testo scritto e nel problem solving.

il logopedista imposta un trattamento riabilitativo volto a migliorare le competenze dei bambini con difficoltà di apprendimento ed attento non solo a compensare le difficoltà più “visibili” ma anche a consolidarne le basi.

Gli obiettivi del trattamento consisteranno, a seconda del quadro funzionale del paziente, alla velocizzazione e al miglioramento delle capacità di decodifica, al favorire una buona comprensione del testo, al ridurre gli errori ortografici, al favorire i processi di calcolo. Tutto ciò verrà proposto con esercizi specifici e attività ludiche.

Il centro APPE è un’equipe di specialisti privati autorizzati dall’Asl di Varese per effettuare la prima certificazione diagnostica di Disturbo Specifico dell’Apprendimento secondo i criteri stabiliti dalla consensus conference sui disturbi specifici dell’apprendimento.

 

Per chi fosse interessato, è possibile contattare il centro APPE di Psicologia Evolutiva di Saronno per ottenere ulteriori informazioni via e-mail o telefonicamente. Visita la pagina contatti. 

Le emozioni nei bambini

I cambiamenti  evolutivi nel modo di provare le emozioni

I bambini nel loro processo di evoluzione sono continuamente soggetti a cambiamenti e modifiche nel loro “sentirsi” nel mondo. Capita a molti di loro di non riuscire a dare nome a quelle sensazioni che provano o pervadono addirittura a volte il loro mondo interno.

Questo dà inizio alle disregolazioni delle emozioni che possono sconvolgere e creare malessere in ogni ambito della loro vita: a casa, a scuola, nelle relazioni con gli amici.

Nella psicologia infantile mancanza di consapevolezza delle emozioni e di autoregolazione delle stesse rappresenta un fattore di rischio per l’insorgenza di problematiche psicologiche e sociali nell’adolescenza e nell’età adulta legate ad ansia, rabbia o tono dell’umore depresso.

 

Lo sviluppo di una competenza emotiva

Il termine competenza emotiva significa essere autoefficaci, cioè capaci ed abili nel raggiungere un risultato desiderato, nel riconoscere e risolvere un problema, così da ricavare maggiori capacità di differenziarsi, di adattarsi, di comunicare e di avere fiducia in se stessi.

Tutto questo è possibile attraverso la comprensione e l’allenamento all’espressione della vasta gamma delle emozioni che esistono e che fanno parte dell’esperienza dei bambini, con l’obiettivo di riconoscere e poi dirigere in maniera più funzionale le sensazioni del cuore.

Nell’ottica della psicologia infantile, ma non solo, un buona autoregolazione contribuisce al benessere, al senso di autoefficacia e fiducia e ad un senso di coinvolgimento con gli altri.

Il centro APPE, specializzato nei trattamenti dell’età evolutiva, offre un supporto ai bambini ed alle famiglie nella valutazione, gestione e trattamento dei disturbi di disregolazione delle emozioni, percorsi di alfabetizzazione e competenza emotiva, volti al benessere del bambino ed al potenziamento delle abilità personali e sociali.

Per chi fosse interessato, è possibile contattare il centro APPE di Psicologia Evolutiva di Saronno per ottenere ulteriori informazioni via e-mail o telefonicamente. Visita la pagina contatti. 

Metodo Feuerstein

Il Metodo Feuerstein, ideato dallo psicologo e pedagogista israeliano Reuven Feuerstein, ha come fine il potenziamento delle abilità cognitive dell’allievo, tramite la riattivazione delle sue risorse interne. Il focus di questo metodo non sono i contenuti delle specifiche materie (italiano, matematica, inglese …..) ma il susseguirsi dei processi mentali impiegati nell’apprendimento, che se adeguati ed efficaci possono rendere faci ed efficace lo studio all’allievo. Questo Metodo è particolarmente efficace per chi ha difficoltà nell’apprendimento e carenze nello sviluppo cognitivo. Il suo scopo è l’insegnare agli studenti modalità di pensiero per fare i compiti e studiare in modo sereno, autonomo ed efficace.

 

Metodo Feuerstein: imparare a imparare

 

Questo Metodo si concentra sul come si utilizza la nostra mente, non sul contenuto della cosa appresa. L’attenzione è rivolta all’acquisizione di un efficace metodo di studio che diventa un modo di pensare più generale, tale da essere utilizzato in tutti gli ambiti della vita, non solo a scuola

 

Due sono i suoi principi fondamentali:

  • l’intelligenza è mutabile e migliorabile in qualsiasi circostanza, a qualsiasi età e in qualsiasi condizione fisica o psicologica;
  • ciascuno di noi è in grado di evolversi, traendo vantaggio dalle opportunità offerte dall’ambiente circostante purché gli stimoli esterni siano filtrati da un soggetto (genitore, insegnante, educatore,…) capace di svolgere il ruolo del mediatore.

 

Metodo Feuerstein: il mediatore

 

Per Reuven Feuerstein l’allievo sviluppa ed accresce la propria intelligenza tramite il susseguirsi delle interazioni e degli scambi positivi con i genitori, con gli insegnanti e con tutte le persone coinvolte nella sua istruzione e nella sua educazione.

 

Il metodo Feuerstein, tramite la figura del mediatore, aiuta lo studente a rendersi consapevole del modo in cui apprende ed a identificare gli aspetti non efficaci del suo metodo di studio: “..che  ragionamenti ho fatto per risolvere questo esercizio di geometria? (…) Perché nell’interrogazione di scienze ad un certo punto non ricordavo più niente?..”.

 

Lo strutturarsi di abitudini cognitive efficaci sviluppa e stimola l’intelligenza dello studente e lo rende più capace e sereno ad affrontare le sfide che incontrerà lungo il suo percorso scolastico.

Il ragazzo inizia così ad essere consapevole come pensa e tramite il dialogo col mediatore comincia ad esercitare modalità di pensiero utili, per fare in modo che che i suoi processi mentali siano il più possibile efficaci nello studio

 

Il Programma di Arricchimento Strumentale (PAS) è il nome di questo metodo in azione e consiste in una serie di esercizi carta e matita che non necessitano alcuna conoscenza scolastica.

Lavorare insieme ai genitori ed agli insegnanti è molto importante: un intervento coerente in tutti i suoi ambiti di vita potenzierà, velocizzerà ed aiuterà a generalizzare l’apprendimento delle nuove abilità. A tale scopo nel PAS sono previsti incontri regolari sia con gli insegnanti che con i genitori che serviranno a condividere le strategie efficaci ed a tenere una linea condivisa sulle varie attività.

 

 

Deficit di attenzione: dalla diagnosi all’intervento

 

Per comprendere cosa sia l’ADHD, portiamo un’esemplificazione clinica:

Sin dalla scuola materna, Luca (nome qualsiasi di un bimbo con diagnosi Adhd), sente un bisogno irrefrenabile di muoversi: non riesce a giocare a lungo con lo stesso gioco, cambia in continuazione attività, non riesce ad interagire con i compagni se non con dispetti, liti, non aspetta il proprio turno né per giocare né per parlare, né per andare a mensa… Luca non sopporta di aspettare vuole tutto e subito. Le maestre lo riprendono, a volte anche con grida e punizioni, ma senza ottenere alcun miglioramento: Luca sembra impassibile ad ogni richiamo. Anche a casa, i genitori non riescono a contenere Luca né con regole, né con punizioni. Non sanno cosa fare, pensano sia un problema di maturità, di crescita: forse con l’ingresso a scuola la situazione migliorerà. Ma non è così, anzi. Luca inizia la prima elementare e la situazione si complica: il bambino deve stare seduto a lungo, stare attento e in silenzio, fare i compiti a casa e a scuola. Le maestre iniziano a lamentare le sue difficoltà di attenzione, svogliatezza di fronte ai compiti proposti e un comportamento non adeguato; anche i compagni, che all’inizio ridevano e si divertivano alle battute di Luca, iniziano a non seguirlo più perché non finisce i giochi, non rispetta le regole. Questa situazione si protrae anche alle medie peggiorando sempre più: i voti a scuola sono scarsi e, a volte, insufficienti. Luca rischia di perdere l’anno, si sente inadeguato, solo, non riesce a stare attento, diventa sempre più scontroso ed irritabile”.

 

Il Disturbo da deficit d’attenzione/iperattività (ADHD – Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder) è un disturbo molto diffuso in età evolutiva e spesso coinvolge tutti gli ambiti di vita del bambino (casa, scuola e relazioni con i pari).  Le sue manifestazioni più evidenti sono: la difficoltà a regolare l’attenzione e/o la presenza di iperattività e impulsività, a cui spesso si associano scarsa tolleranza alla frustrazione, ansia e bassa autostima.

I sintomi e la diagnosi dell’ADHD

Nello specifico, secondo il manuale diagnostico-statistico DSM-5, è possibile parlare di ADHD quando si presentano alcuni tra i seguenti sintomi.

1.DISATTENZIONE: 6 o più dei seguenti sintomi che persistono da almeno 6 mesi con un’intensità incompatibile con il livello di sviluppo e che provoca disadattamento.

  1. Spesso non riesce a prestare attenzione ai particolari o commette errori di distrazione nei compiti scolastici, sul lavoro o in altre attività.
  2. Ha spesso difficoltà a mantenere l’attenzione sui compiti o sulle attività di gioco.
  3. Frequentemente non sembra ascoltare quando gli/le si parla direttamente.
  4. Spesso non segue le istruzioni e non porta a termine i compiti scolastici, le incombenze o i doveri sul posto di lavoro.
  5. Ha difficoltà a organizzarsi nei compiti e nelle attività.
  6. Spesso evita, prova avversione o è riluttante a impegnarsi in compiti che richiedono sforzo mentale protratto.
  7. Perde di frequente gli oggetti necessari per i compiti o le attività (es. materiale scolastico, giochi)
  8. Spesso è facilmente distratto da stimoli esterni.
  9. Spesso è sbadato/a nelle attività quotidiane.
  10. IPERATTIVITà e IMPULSIVITà: 6 o più dei seguenti sintomi che persistono da almeno 6 mesi con un’intensità incompatibile con il livello di sviluppo e che provoca disadattamento.

      Iperattività

  1. Spesso agita o batte mani e piedi o si dimena sulla sedia.
  2. Frequentemente lascia il proprio posto in situazioni in cui dovrebbe restare seduto (es. in classe).
  3. Spesso scorrazza e salta in situazioni in cui farlo risulta inappropriato.
  4. È spesso incapace di giocare o svolgere attività ricreative tranquillamente.
  5. Spesso agisce come se fosse “azionato/a da un motorino”.
  6. Parla troppo.

Impulsività

  1. Spesso “spara” una risposta prima che la domanda sia stata terminata.
  2. Ha spesso difficoltà nell’attendere il proprio turno.
  3. Frequentemente interrompe gli altri o è invadente nei loro confronti.

I sintomi di disattenzione e/o di iperattività-impulsività sono presenti prima dei 12 anni e si manifestano in almeno due contesti differenti (es. a casa e a scuola/al lavoro); la sintomatologia sia essa più tendente al disattento o all’iperattivo-impulsivo interferisce in modo significativo nelle relazioni con i pari, con la famiglia e gli insegnanti.

La diagnosi di ADHD avviene presso il CENTRO APPE di Saronno attraverso un percorso clinico-testale che coinvolge direttamente il bambino e indirettamente genitori ed insegnanti attraverso la somministrazione di questionari clinico-osservativi.

L’intervento per l’ADHD

Cosa accade dopo la diagnosi?

Ogni intervento per un bambino con diagnosi di ADHD deve essere “cucito su misura”, sia per il bambino, sia per la famiglia, sia per la scuola.

Occorre pianificare il trattamento sulla base delle caratteristiche peculiari del bambino, della sua storia personale e familiare, delle sue difficoltà specifiche e delle sue risorse cognitive.

 

Il trattamento per l’ADHD messo in atto presso CENTRO APPE di Saronno è per questi motivi di tipo multimodale, cioè un intervento che coinvolge tutti i contesti di vita del bambino (sia i genitori, sia gli insegnanti) sia il bambino stesso. È fondamentale un lavoro di rete attraverso una costante collaborazione tra scuola, casa e il professionista. Gli interventi sono pertanto:

 

  1. PARENT TRAINING: si tratta di un intervento psico-educativo rivolto ai genitori con l’obiettivo sia di sostenerli nel difficile percorso educativo di un bambino con ADHD, sia di insegnare loro strategie educative più efficaci (es. tecnica del rinforzo).

 

  1. TEACHER TRAINING: intervento psico-educativo rivolto agli insegnanti ed eventuali figure educative. Si prevedono incontri regolari durante tutto l’anno scolastico con lo scopo, in primo luogo, di chiarire le caratteristiche del disturbo e, in secondo luogo, di spiegare e aiutare a mettere in atto alcune strategie comportamentali che favoriscano gli apprendimenti e le relazioni con i pari.

 

  1. CHILD TRAINING: l’approccio utilizzato con il bambino è di tipo cognitivo-comportamentale e mira, in primo luogo, a sviluppare una maggiore consapevolezza nel bambino rispetto alle proprie difficoltà e ad acquisire una maggiore autoregolazione con l’obiettivo di ridurre la disattenzione e/o l’impulsività. Spesso è necessario pianificare anche un intervento metacognitivo focalizzato sulle abilità di comprensione del testo e problem solving.

Si sottolinea inoltre l’importanza di un lavoro centrato sulle difficoltà relazionali ed emotive dei bambini con ADHD.

 

Per chi fosse interessato, è possibile contattare il centro APPE di Saronno

 

Tramite e-mail ————–

o chiamandoci al numero 388 770 6460 (nota bene: il prefisso è 388)

Screening Infanzia

Lo Screening nella Scuola dell’Infanzia: la prevenzione precoce delle difficoltà di apprendimento 

Le difficoltà di apprendimento costituiscono un problema rilevante per la loro alta incidenza, circa il 6% della popolazione in età scolare.

Queste difficoltà possono comportare storie di insuccesso nella scuola dell’obbligo, che, in alcune occasioni finiscono per compromettere non solo la carriera scolastica, ma anche aspetti quali autostima, fiducia in se stessi e senso di autoefficacia.

In un ambito come la lettura ad esempio, le differenze prestazionali tra bambini normolettori e bambini con difficoltà tendono ad accentuarsi col passare del tempo.

La Legge 170/2010 e, successivamente, la Consensus Conference (2010) sottolineano l’importanza di adottare azioni di individuazione precoce già a partire dagli ultimi anni della scuola dell’infanzia, non solo per modificare la prognosi dei disturbi dell’apprendimento in senso favorevole, ma anche e soprattutto per intervenire tempestivamente sul bambino in modo da ridurre la probabilità che le difficoltà possano manifestarsi a lungo nel tempo.

Come avviene per la costruzione di una buona casa dove le fondamenta ricoprono un ruolo chiave per la riuscita del progetto finale, così è necessario che nel passaggio dalla scuola dell’infanzia alla scuola primaria i prerequisiti agli apprendimenti scolastici siano ben consolidati ed abbiano raggiunto un livello di sviluppo adeguato all’età.

Lo screening che presentiamo è stato pensato per bambini dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia e che, quindi, si apprestano ad entrare nella scuola primaria. L’intervento è suddiviso in due parti:

  • la prima valuterà lo sviluppo psicomotorio

  • la seconda le abilità linguistiche

 

SVILUPPO PSICOMOTORIO

Nella scuola materna il movimento occupa la gran parte del tempo e dello spazio.

Per conoscere i bambini è importante osservare come si muovono, come gestiscono il proprio tempo, sia libero che strutturato, e come organizzano il proprio spazio e quello altrui.

Lo screening avrà inizio con alcune prove che andranno a valutare le seguenti aree specifiche dello sviluppo psicomotorio.

  1. LA COORDINAZIONE GENERALE

Con il termine coordinazione generale s’intende il movimento contemporaneo di più parti del corpo per realizzare una prassia.

Le prove che verranno somministrate avranno lo scopo di valutare i seguenti aspetti:

  • la coordinazione dinamica (camminare, correre, calciare la palla, saltare la corda);

  • gli schemi di movimento (camminare sulle punte, stare in equilibrio su una gamba, saltellare su un piede,…);

  • la capacità d’imitare una sequenza di azioni, di eseguire a livello motorio alcune istruzioni in sequenza e l’esecuzione contemporanea di due atti motori (sinestesie);

  1. LA LATERALIZZAZIONE

La lateralizzazione è il processo con cui la dominanza emisferica cerebrale si esprime, a livello corporeo, determinando una maggior forza, maggior quantità di energia (tono), di una parte del corpo rispetto all’altra.

La lateralizzazione si evidenzia per la mano, il piede, l’occhio, l’orecchio.

Verranno richieste delle prove che coinvolgano l’uso di queste 4 parti del corpo con lo scopo di valutare la corretta lateralizzazione.

  1. L’AREA GRAFO – MOTORIA E LE ABILITA’ MANUALI

Le prove somministrate andranno a valutare:

  • la capacità di produrre alcuni segni grafici su istruzione e su copiatura;

  • l’impugnatura della matita, la postura durante la scrittura e la gestione dello spazio sul foglio;

  • la coordinazione oculo-motoria.

  • le prassie (avvitare, svitare, strappare, sciogliere un nodo,…);

ABILITA’ LINGUISTICHE

La comunicazione ed in particolare il linguaggio sono altresì abilità fondamentali ed alla base dei processi di apprendimento scolastico. In particolare tre sono le macro-aree che si andranno a valutare:

  1. IL LINGUAGGIO ESPRESSIVO

Con il termine espressivo si intendono le capacità linguistiche in produzione, che comprendono tre aspetti:

  • La consapevolezza fonetica, ossia la capacità di riconoscere e utilizzare i costituenti fonetici che compongono le parole;

  • La capacità morfo-sintattica, ossia la costruzione della frase (che comprende l’uso di articoli, preposizioni e clitici, la correlazione tra soggetto/verbo, maschile/femminile, singolare/plurale);

  • Le abilità narrative, ovvero la capacità di raccontare su rievocazione una storia precedentemente ascoltata.

  1. IL LINGUAGGIO RECETTIVO

Con recettivo s’intendono le capacità di comprensione del linguaggio, all’interno delle quali possiamo individuare:

  • La capacità di riconoscimento e discriminazione di suoni simili, fondamentale per l’apprendimento della letto-scrittura;

  • La comprensione linguistica di frasi

  1. LE COMPETENZE METAFONOLOGICHE

Questo termine identifica la capacità di giocare con le parole e con i suoni che le compongono, abilità che inizia a svilupparsi proprio durante l’ultimo anno della scuola dell’infanzia. Ai bambini si proporranno giochi di fusione e segmentazione sillabica, riconoscimento di rime, riconoscimento di sillaba inziale di parola.

La valutazione verrà realizzata da un equipe multiprofessionale di professionisti specializzati e con ampia esperienza di screening e di intervento all’interno della scuola dell’infanzia. Nello specifico pedagogista clinico, psicologo e logopedista.

I professionisti dei centri APPE costituiscono inoltre equipe accreditate ed autorizzate dall’Asl di Milano e dall’Asl di Varese per effettuare la prima certificazione diagnostica di Disturbo Specifico dell’Apprendimento.

Osservazioni Pedagogiche

Osservazioni pedagogiche a scuola

Il Pedagogista è lo specialista dei processi educativi e formativi e si occupa di attivare una relazione d’aiuto nei confronti del proprio utente per favorirne lo sviluppo o per consentirgli il superamento di una situazione problematica (una condizione di disagio o un disturbo).

L’obiettivo è quello di fornire un aiuto allo sviluppo dell’intera personalità favorendone i processi formativi nelle diverse fasi di sviluppo e l’adattamento nei diversi contesti nei quali la persona vive e si realizza.

La scuola, negli ultimi anni, si trova di fronte ad una sempre più ampia varietà di difficoltà che non sempre è possibile descrivere in una diagnosi clinica specifica.

Con l’espressione Bisogni Educativi Speciali (BES), termine nato dopo l’emanazione della Direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012 “Strumenti di intervento per alunni con Bisogni Educativi Speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica“, si vuole indicare l’area dello svantaggio scolastico e gli alunni che necessitano di un’attenzione speciale da parte delle insegnanti.

La collaborazione con figure professionali che si occupano di educazione può essere, per la scuola, gli insegnanti, gli alunni e gli stessi genitori un momento di confronto e di supporto nell’identificare le strategie e le modalità relazionali più efficaci per supportare lo sviluppo e l’apprendimento armonico dei bambini.

Spesso per genitori ed insegnanti è difficile individuare esattamente strategie efficaci per rispondere a comportamenti che il bambino mette in atto in determinati momenti scolastici o con l’insorgere di determinate richieste; ancora più difficile risulta individuare gli antecedenti o cause scatenanti di quel determinato comportamento, al fine di poterlo prevenire.

Il Centro APPE Saronno ha all’interno della propria equipe di professionisti, pedagogisti clinici formati per effettuare osservazioni dirette nel contesto scolastico e consulenza alle insegnanti.

Le osservazioni avranno luogo nei momenti della giornata che, stabiliti insieme alle insegnanti ed alla famiglia, si valuteranno essere quelli dove si manifestano maggiormente le problematiche individuate insieme alla famiglia.

Una osservazione diretta del problema è spesso il primo passo per instaurare un intervento mirato ed efficace ed adattato al singolo bambino ed alle sue peculiari difficoltà.

L’intervento del pedagogista può essere utile ad esempio quando si riscontrano difficoltà:

  • nella gestione di problematiche comportamentali;
  • nelle difficoltà relazionali;
  • iperattività e disattenzione

Per chi fosse interessato, è possibile contattare il centro APPE di Psicologia Evolutiva di Saronno per ottenere ulteriori informazioni relativamente Osservazioni Pedagogiche scolastica via e-mail  o telefonicamente. Visita la pagina contatti.

La Logopedia nei Disturbi Specifici del Linguaggio

Lo sviluppo del linguaggio nei bambini è molto vario con tempi di acquisizione delle diverse tappe linguistiche  temporalmente differenti da bambino a bambino. Spesso risulta quindi difficile per un genitore capire se effettivamente anche una difficoltà lieve sia  ancora o meno un fattore legato all’età.

Il logopedista è uno specialista fondamentale nell ’aiuto del corretto sviluppo delle abilità linguistiche dei bambini in quanto concorre proprio alla valutazione della difficoltà riscontrata nel bambino, , attraverso la somministrazione di test clinici standardizzati e l’osservazione clinica. L’utilizzo di procedure diagnostiche precise ed accurate ci permette di individuare le difficoltà evidenziate con certezza per eventualmente programmare un trattamento specifico e ritagliato su misura.

Il logopedista insieme all’equipe  del centro APPE di Saronno, stabilisce un contatto diretto con l’ambiente in cui il bambino è inserito, in particolare la famiglia e il contesto scolastico, fornendo a genitori ed insegnanti strategie efficaci e modalità di intervento appropriate.

È importante garantire ai bambini un ambiente dove essi si sentano efficaci e possano quindi sperimentare le loro abilità linguistiche e comunicative con fiducia in se stessi.

 

PERCHE’ E’ IMPORTANTE L’INTERVENTO SUI BAMBINI CON QUESTO TIPO DI DIFFICOLTÀ ?

In età evolutiva, per ciò che riguardale difficoltà legate al linguaggio ed agli apprendimenti scolastici la logopedia risulta essere un sostegno efficace.

Infatti, nei bambini in età prescolare e nel primo anno della scuola materna l’individuazione e il trattamento precoce di disturbi del linguaggio, di un iniziale ritardo nell’acquisizione delle prime competenze di letto-scrittura e calcolo (prerequisiti scolastici) previene e riduce in maniera significativa l’emergere di successive difficoltà scolastiche. E’ molto importante quindi che la famiglia e le insegnanti della scuola dell’infanzia e poi della scuola primaria individuino con tempestività i bambini che presentano delle difficoltà nell’area linguistica al fine di indirizzarli verso un altresì tempestivo intervento riabilitativo.

In età scolare, nel caso di disturbi dell’apprendimento (dislessia, disortografia, disgrafia, discalculia), un corretto intervento logopedico può fornire buoni miglioramenti, creando un effetto positivo non solo sullle discipline scolastiche carenti, ma anche sul vissuto personale del bambino nei confronti della scuola, prevenendo così  l’emergere di condizioni quali senso di poca autoefficacia, demotivazione e dispersione, aspetti emotivi fondamentali per il benessere del bambino.

 

Per chi fosse interessato, è possibile contattare il centro APPE di Psicologia Evolutiva di Saronno per ottenere ulteriori informazioni via e-mail o telefonicamente. Visita la pagina contatti. 

Disortografia e Disgrafia Evolutiva

La disortografia si presenta come un’ insufficienza nei processi di cifratura della scrittura, differenziandosi dalla disgrafia, dove il deficit è invece nei processi di realizzazione del tratto grafico. L’esame della scrittura avviene sempre attraverso la somministrazione di prove standardizzate ed il parametro che viene valutato è quello della correttezza, misurato come numero di errori compiuti dal soggetto; questi ultimi solitamente si manifestano in maniera sistematica e possono essere suddivisi in due grandi categorie:

1) Errori Fonologici dove non viene rispettata la corrispondenza fonema (suono) – grafema (lettera corrispondente)

–       Inversioni come al posto di il

–       Omissioni di lettere o sillabe come foco al posto di fuoco

–       Inversioni di lettere o sillabe come cane al posto di cena

 

2) Errori non Fonologici dove l’errore è legato alla rappresentazione visiva della parola

–       Separazioni illegali come in tanto al posto di intanto

–       Fusioni illegali come mimetto al posto di mi metto

–       Scambio grafema omofono come squola al posto di scuola

–       Omissione o aggiunta della lettera h

Ed infine tutti gli errori di doppie ed accenti

–       Doppie come saso al posto di sasso

–       Accenti come felicita al posto di felicità

È importante capire se un bambino che compie diversi errori lo fa poiché non ha ancora appreso tutte le regole della nostra lingua e deve ancora allenare le sue abilità di scrittura, o se la vera motivazione è una difficoltà che va al di la del consolidare le sue capacità. È altresì opportuno comprendere esattamente in quale fase del processo di scrittura si situano le difficoltà riscontrate per poter agire in maniera mirata.

A volte le difficoltà ortografiche sono accompagnate da difficoltà nell’area grafica, la qualità del tratto. Vi sono bambini che non riescono ad impugnare correttamente la penna e/o mantenere una velocità del tratto adeguate all’età. per questi bambini scrivere diventa un atto complesso, accompagnato a volte da poca leggibilità del tratto grafico e da dolore al braccio. queste difficoltà prendono il nome di Disgrafia Evolutiva.

Il centro APPE è un’equipe di specialisti privati autorizzati dall’Asl di Varese per effettuare la prima certificazione diagnostica di Disturbo Specifico dell’Apprendimento secondo i criteri stabiliti dalla consensus conference sui disturbi specifici dell’apprendimento.

Il centro APPE Saronno, con i suoi professionisti (lo psicologo, il pedagogista, il logopedista e l’educatore), offre la possibilità di identificare attraverso prove specifiche il trattamento migliore per le difficoltà di scrittura di vostro figlio per garantirvi un’azione efficace. Inoltre vi sono numerosi consigli ed aiuti che possono essere utili nell’indirizzare le attività di scrittura a casa ed a scuola, come ad esempio l’utilizzo del correttore automatico del computer.

Per chi fosse interessato, è possibile contattare il centro APPE di Psicologia Evolutiva di Saronno per ottenere ulteriori informazioni relativamente alla Disortografia ed alla Disgrafia Evolutiva, via e-mail o telefonicamente.

Visita la pagina contatti.

Discalculia Evolutiva

Cos'è la Discalculia EvolutivaCos’è la Discalculia Evolutiva

Imparare a mente le tabelline, contare all’indietro, effettuare addizioni, sottrazioni, moltiplicazioni e divisioni, risolvere piccoli problemi aritmetici; queste sono solo alcuni esempi di operazioni matematiche apprese da ognuno di noi sui banchi di scuola ed abilità poi consolidate e che tuttora fanno parte della nostra quotidianità.

Nel negozio in centro troviamo la maglietta che ci piace finalmente scontata del 20%! Ciò che ci spingerà a comprarla sarà non solo il fatto che sia scontata ma anche e soprattutto il suo prezzo che potremo scoprire solo applicando e calcolando lo sconto. Per sapere a quanto ammonterà il nostro budget per le vacanze estive, dovremo sottrarre le spese fisse mensili di casa, auto,  libri scolastici al nostro stipendio. E ancora…come capire se il panettiere, il cassiere al supermercato o il giornalaio ci hanno dato il resto giusto?

 

La discalculia evolutiva individua delle difficoltà in ambiti matematici specifici quali la cognizione numerica, il calcolo a mente e scritto negli indici di rapidità e accuratezza, il ragionamento aritmetico.

Le problematiche evidenziate compaiono in bambini con capacità intellettive adeguate, privi di danni neurologici o sensoriali, hanno carattere di persistenza poiché presenti spesso nel completo ciclo di istruzione scolastica ed interferiscono in maniera significativa con le attività quotidiane che ne richiedono l’utilizzo. Le abilità matematiche vengono indagate tramite l’utilizzo di prove standardizzate ed adeguate all’età e grado di istruzione del bambino. Una accurata valutazione iniziale è fondamentale per scegliere su quali aspetti concentrare la riabilitazione.

La realizzazione di un trattamento specifico ci permette inoltre di poter distinguere tra discalculia pura e disturbo delle abilità aritmetiche. Nel primo caso le difficoltà matematiche evidenziate permangono in maniera più o meno stabile nella vita del bambino, mentre, nel secondo caso, si assiste in tempi abbastanza brevi ad una modificazione delle abilità matematiche segnalate come deficitarie.

Il centro APPE è un’equipe di specialisti privati autorizzati dall’Asl di Varese per effettuare la prima certificazione diagnostica di Disturbo Specifico dell’Apprendimento secondo i criteri stabiliti dalla consensus conference sui disturbi specifici dell’apprendimento.

Il centro Appe Saronno, con i suoi professionisti (lo psicologo, il pedagogista, il logopedista e l’educatore), vi aiuterà nella diagnosi e scelta di un trattamento specifico, offrendo una consulenza e supporto completi per vostro figlio.

Per chi fosse interessato, è possibile contattare il centro APPE di Psicologia Evolutiva di Saronno per ottenere ulteriori informazioni, via e-mail o telefonicamente. Visita la pagina contatti. 

Dislessia Evolutiva: come riconoscerla e affrontarla

Ci hanno insegnato a leggere dapprima facendoci imparare a riconoscere le diverse lettere dell’alfabeto (A-E-L-R-T-U), poi insegnandoci ad unirle per formare le diverse sillabe (LET–TU–RA) ed infine fondere a loro volta le sillabe per leggere le parole: LETTURA! Tanto esercizio e tanta fatica ci hanno accompagnato in questo arduo compito fino a diventare così abili nel leggere che ci è davvero impossibile non farlo!Leggere è per molti un processo automatico, così profondamente radicato che è proprio impossibile non farlo! Basti pensare a quando siamo in giro per strada e vediamo numerosi cartelli pubblicitari o quando dobbiamo preparare una nuova pietanza e velocemente scorriamo con gli occhi le diverse indicazioni della ricetta. Tutto è così naturale e veloce nella nostra mente che quasi non ce ne accorgiamo.

Accade invece per alcuni bambini che al termine della seconda elementare permangano numerose difficoltà nella lettura che risulta ancora lenta e stentata oppure ancora ricca di errori o ancora sono presenti entrambi gli aspetti. In questa condizione leggere anche solo poche righe è uno sforzo che richiede molta fatica al bambino che di conseguenza si stanca rapidamente e si sente inadeguato rispetto ai compagni.

Spesso questi alunni sono poi così concentrati nel “leggere bene” il testo che hanno di fronte che ne perdono il contenuto, non riuscendo a comprendere il brano nella sua interezza e riferendo di conseguenza delle informazioni parziali e frammentate. Ci si accorge che il bambino compie spesso errori di sostituzione di lettere simili come ad esempio m/n; v/f; b/d e sia a casa che a scuola genitori ed insegnanti si accorgono di come non si riesca a trovare un modo efficace per renderlo più veloce ed abile.

La dislessia evolutiva viene definita quindi dai manuali clinico diagnostici come un disturbo specifico dell’automatizzazione della lettura dove il livello di lettura che il soggetto ha raggiunto (parametro di velocità e correttezza della lettura) misurato con test specifici e standardizzati, si situa sostanzialmente al di sotto di quanto ci si aspetterebbe data l’età cronologica del soggetto, il suo livello intellettivo e tenuto conto dell’adeguatezza dell’istruzione scolastica ricevuta. (Criterio A). Il disturbo in esame interferisce poi notevolmente con interferire in maniera significativa e negativa con i risultati scolastici o con le attività di vita quotidiana che richiedono l’utilizzo da parte del soggetto delle sue capacità di lettura (Criterio B). Se è presente un deficit sensoriale, le difficoltà nella lettura vanno al di là di quelle di solito associate con esso (Criterio C).

La correttezza e la rapidità nella lettura dipendono principalmente da cinque componenti che sono alla base dell’automatizzazione del processo:

  1. la capacità di discriminazione e di ricerca visiva (capacità di differenziare le lettere le une dalle altre in un breve intervallo di tempo);
  2. la memoria fonologica (capacità di mantenere, nella memoria fonologica a breve termine, una serie di sillabe fino alla loro successiva fusione per formare la parola);
  3. corrispondenza grafema – fonema (assegnare a ciascun grafema, la lettera scritta, il corrispondente fonema, la lettera udita);
  4. automatizzazione del riconoscimento di unità sublessicali (velocità nel riconoscimento di sillabe);
  5. formazione del lessico visivo (velocità nel riconoscimento di parole inserite in un contesto).

Che cosa fare quindi quando ci accorgiamo che nostro figlio fa fatica a leggere?

È importante innanzitutto riconoscere la difficoltà del bambino e rivolgersi ad uno specialista che ci aiuti a comprenderne la natura e le sue cause e successivamente ci indichi come è meglio intervenire.

Il centro APPE è un’equipe di specialisti privati autorizzati dall’Asl di Varese per effettuare la prima certificazione diagnostica di Disturbo Specifico dell’Apprendimento secondo i criteri stabiliti dalla consensus conference sui disturbi specifici dell’apprendimento.

Il centro APPE Saronno offre diversi trattamenti adattati rispetto sia all’età del bambino che al livello di difficoltà presentata. I nostri specialisti (lo psicologo, il pedagogista, il logopedista e l’educatore) ed  possono fornire inoltre consigli utili da applicare e seguire sia a casa che a scuola (misure compensative e dispensative) per intervenire al meglio in tutti i contesti di vita del bambino.

Per chi fosse interessato, è possibile contattare il centro APPE di Psicologia Evolutiva di Saronno per ottenere ulteriori informazioni, relativamente alla Dislessia Evolutiva, via e-mail o telefonicamente.

Visita la pagina contatti. 

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